giovedì 31 gennaio 2008

Chet Baker


Chet Chesney Baker è l'interprete par antonomasia del jazz dagli anni '50 in poi, attraverso una serie di performance (anche canore) di brani divenuti in seguito degli standard.

"un giorno durante l'estate del '52 trovai un telegramma sotto la porta di casa.Me lo mandava Dick Bock,mi pare, e diceva che Charlie Parker stava facendo audizioni ai trombettisti per alcune date nei club della California.L'audizione aveva avuto luogo quel giorno stesso alle tre al Tiffany. Mi precipitai, arrivando un pò in ritardo, e potei sentire Bird che improvvisava su un pezzo con qualche trombettista. Facendomi largo a spintoni nell'oscurità del club, riuscii ad intravedere Bird sul palcoscenico che volava su un blues.Mi sedetti per un minuto o due,e mi guardai intorno.Riconobbi molti trombettisti ed un sacco di altra gente che conoscevo che aveva saputo che Bird era li'. Vidi qualcuno salire sul palco e dire qualcosa a Bird. Mi sentii molto a disagio e molto nervoso quando chiese alla folla se io fossi nel club e se avessi voluto salire sul palco a suonare qualcosa con lui. Aveva passato in rassegna tutti quegli altri ragazzi, alcuni dei quali con molta piu' esperienza di me e potevano leggere qualsiasi cosa gli avessero messo davanti.
Suonammo due pezzi.Alla fine lui annunciò che l'audizione era finita, rigraziò tutti quanti per essere venuti, e disse che avrebbe assunto me."( Chet Baker Come se avessi le ali. Le memorie perdute Ed. Minimum fax)


Chet Baker è, forse, uno di quei pochi artisti che non si possono comprendere solo leggendone la biografia.Carol Baker dice che ci vorrebbe un libro di ricordi solo per scalfire la superficie di Chet, la cui vita è stato un caos intriso di puro genio.

Comunque, visto che a chi piace la musica poco importa della sua dipendenza dalle droghe, della sua depressione, delle sue love story eccovi quella che veramente conta nella musica : interpretazione e creatività compositiva!
Per chi volesse farsi un giro andate su http://chetbakertribute.com/ a vedere qualche video o immagine.


1 commento:

jazzfromitaly ha detto...

Chet è stato un grande,
una tromba superba nei primi periodi ed un intenso musicista emozionale negli ultimi anni,
quelli che io preferisco.

"...Inizia a suonare seduto,
con poche lunghe note necessarie,
il microfono spinto fin dentro la campana della tromba,
per non perdere nessuna sfumatura.

La sua voce,
che ha conservato l’esile poesia,
ora sembra un tenero flusso ininterrotto,
che lega insieme le parole, le polverizza e le soffia via,
piano
nel microfono,
sempre attaccato alle labbra,
in un delicato bacio sonoro.

Gli occhi chiusi,
per non distrarsi,
per guardarsi dentro,
nel fondo delle emozioni..."

grazie per avermi ricordato...
di ricordare.